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Quanto costa combattere il cheating esportivo?

Un problema sempre più diffuso

Il cheating negli esport sta diventando pericolosamente sempre più diffuso.
Nato nelle leghe inferiori, il cheating sta lentamente prendendo piede anche tra i giocatori professionisti, alterando inevitabilmente gli incontri online.
In Corea il fenomeno è così diffuso che addirittura si è tentanto di arginarlo sviluppando diverse strategie come quella di far disputare tutti gli eventi di un certo livello, completamente offline.

Blizzard Entertainment paladina dell’anti-cheating

Blizzard Entertainment, la casa sviluppatrice di Overwatch, Hearthstone, World of Warcraft, Diablo e Heroes of the Storm, ha mosso una azione legale senza precedenti contro i creatori ed i venditori di servizi di cheating online che hanno l’unico scopo di alterare l’esperienza di gioco di milioni di giocatori in diversi titoli videoludici del colosso americano.
La Blizzard secondo indiscrezioni avrebbe richiesto una cifra pari a 8,7 milioni di dollari in danni.

Bossland alle corde

Blizzard nel mese di luglio ha presentato una querela ufficiale nei confronti della società di cheating: “Bossland”, accusata di aver creato una rete ramificata di business nel mondo videoludico della contraffazione davvero gigantesca.
L’obiettivo da parte della Blizzard è quello di voler cercare di annullare completamente le operazioni della Bossland per favorire un ritorno a quella integrità videoludica che aveva contraddistinto tutti i titoli Blizzard nel corso degli ultimi decenni, prima dell’avvento del cheating.
Nella prima udienza di questo lunedì, la Blizzard ha ottenuto dalla corte federale una prima vittoria, in quanto la Bossland è stata costretta a cessare qualsiasi tipo di operazione in relazione alla creazione o allo sviluppo/aggiornamento di cheats per quanto riguarda i giochi targati Blizzard.
Tuttavia la causa è ancora ben lontana dall’essere risolta, la casa produttrice americana ha chiesto ufficialmente per “infrazione del copyright”, danni quantificabili in 8,7 milioni di dollari compresi di spese legali.

Una cifra non casuale

La cifra stimata dalla Blizzard come risarcimento danni è stata calcolata prendendo in oggetto un danno minimo di 200$ moltiplicato per il numero di cheaters (42,818), riconducibile a quei giocatori che secondo Blizzard avrebbero fatto uso di prodotti venduti dalla Bossland, arrivando dunque alla straordinaria cifra di 8,5 milioni di dollari.

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Altre info su Leonardo Vilona

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha collaborato con molte realtà nel mondo degli eSports come amministratore e redattore, prima di approdare su The Games Machine Esports. Il suo sogno è quello di diventare giornalista. Il suo obiettivo è quello di dare un'informazione videoludica competitiva a 360°, The Games Machine Esports rappresenta per lui una grande opportunità!

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