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Overwatch WC 2017: intervista al CT Hal

Dopo aver scambiato 4 chiacchiere con Herc proprio il giorno dopo la sua nomina, abbiamo avuto il piacere di intervistare anche il 2º CT azzurro: Thomas “Hal” Avallone di Web Stars Channel (Influencer Media Company), giocatore professionista di Quake Live attualmente impegnato su Overwatch e membro della Nazionale del 2016.

Con le selezioni ancora aperte, abbiamo cercato di scoprire di più sui piani dei nostri commissari tecnici che accompagneranno i giocatori italiani a Sydney questa estate per i group stage della World Cup 2017.

herc carnifex hal

Intervista ad Hal

TGMesports: Ciao Thomas, benvenuto e congratulazioni per il nuovo incarico! Preparando questa intervista ho notato come più della metà dei CT votati per le varie nazionali (ben 53) siano pro player. Dal tuo punto di vista com’è passare da giocatore a commissario?
Hal: Credo ci siano un po’ di cose da sottolineare. Il discorso dei committee che sono anche player dipende tanto da come è sviluppata la cultura esport in quel Paese. Per esempio potremmo prendere come riferimento l’Italia e la Svezia: nella Svezia tutti e 3 i committee sono pro player molto forti che secondo me sono stati votati principalmente per il ruolo che rivestono. Essendo comunque tra i migliori giocatori al mondo è giusto che ci siano loro. L’Italia invece è una realtà ancora un pochino piccola che deve ancora crescere, ci mancano coach, analisti, persone che possano ricoprire un ruolo super partes. In America non ci sono tanto i giocatori quanto invece influencer e coach di varie squadre. Stessa cosa vale per la Francia, dove però la realtà esport è molto sviluppata. La chiamata è un po’ particolare, un po’ soggettiva.
Invece dal mio punto di vista devo dire che non è facile essere giudice. Penso però di essere la persona giusta per fare il CT e che i pareri espressi dai giocatori italiani siano stati ben riposti, perché comunque noto che il lavoro che sto facendo dà ampio spazio a più persone per mettersi in mostra, per provare di essere validi per partecipare alla nazionale italiana. Comunque sia si tratta di promuoverli, mandarli a fare un viaggio fino in Australia, vincere anche dei soldi… insomma, c’è tanto da considerare!

TGMesports: Nella live andata in onda sul canale Twitch ‘samsungitalia’, Carnifex ed Herc hanno detto che la scelta dei tank sarà forse un pochino più complicata per voi. Come stanno andando i provini fino ad ora?
Hal: Quello che hanno sottolineato è vero, il ruolo del tank in Italia è difficile da trovare perché abbiamo tanti ragazzi che sono bravi ma non hanno esperienza, anche soltanto il mettersi alla prova in dei tornei. Poche persone hanno anche tenuto la giusta continuità con gli allenamenti di livello. Per ora ne sono stati provati 2, Hinu e Cerys, e devo dire che ora come ora è vero, c’è un problema di fondo. È un ruolo complicato perché serve un po’ di personalità da parte loro e che si trovino bene con la squadra.
In generale invece, per come stanno andando i vari tryout, penso personalmente che ci sia ancora da fare. C’è ancora tanto da andare a ricercare perciò queste ultime settimane saranno piuttosto aggressive.

TGMesports: Sempre nella stessa live è stato detto che probabilmente costruirete il team italiano intorno a uno scheletro ben definito di giocatori ed eroi. Quale pensi sia il nostro reparto più solido o comunque la strategia migliore da adottare negli incontri della World Cup?
Hal: Su Overwatch esistono due tipi di composizioni principali: la dive e la triple tank. Per quello che si può vedere in generale con i nostri team e con gli italiani all’estero, tutti giocano con la triple tank, difatti c’è il problema di fondo che molti non sanno giocare dive perché preferiscono usare Reinhardt, Zarya e Roadhog. Serve molta flessibilità da parte di coloro che ricoprono la posizione dell’off tank, che però è uno dei reparti su cui si può lavorare. Non escludo che la line up della nazionale possa provare a portare una dive se i due off tank si trovano bene e riescono a inglobare quello che ci manca, cioè il tank principale, però bisogna allenarla.
Lo scheletro ben definito a livello di comunicazione è molto importante. Deve esserci la giusta sinergia tra il main tank, il primo e il secondo off tank in entrambe le composizioni, cosa che dovremo ricercare dato che tutti quelli che testiamo vengono da team diversi.
C’è da dire questo, altre realtà nazionali magari hanno già un team forte – penso alla Francia con i Rogue che sono uno dei migliori 3 team al mondo, o la Svezia con i Misfits – che possono tranquillamente proporre interamente. In Italia invece esistono un tot di persone che sono una spanna sopra gli altri però manca la continuità. Non ci sono mai stati, se non a sprazzi e magari in team europei, dei ragazzi che sono riusciti davvero a ottenere dei buoni risultati tanto da dire “Tu sei sicuramente al tuo posto”. Avessimo avuto un team con continuità dall’autunno fino ad oggi saremmo stati piuttosto convinti da dire “Ok, proponiamo questi ragazzi”.
Quindi c’è sempre questa incertezza e io personalmente, avendo anche avuto un’esperienza da capitano della nazionale su Quake, sono piuttosto selettivo. Cerco in loro determinate cose, tra cui l’esperienza in LAN. Almeno uno dei 6 giocatori che andranno a Sydney secondo me deve avere una buona esperienza in LAN, saper tenere il gruppo e saper spronare, perché magari alcuni potrebbero addirittura non aver mai fatto un evento live nella loro vita e si ritroveranno su un palcoscenico come quello di un qualifier per il Blizzcon dove è importante saper tenere a bada i propri sentimenti.

Rogue - Intervista ad Hal

TGMesports: Riguardo ai connazionali che stanno attualmente giocando fuori dall’Italia, quanto e in cosa può aiutare questa loro esperienza nella formazione della nazionale?
Hal: Non è tanto giocare con team esteri quanto giocare contro, specialmente quelli che vengono considerati di Tier 2 che non sono proprio al livello delle squadre più blasonate ma che sono comunque tra i più forti in Europa. Sono allenamenti che, se fatti con costanza, portano a tenere un livello e un determinato tipo di concentrazione che si nota.
Certamente è anche un’esperienza giocare con player diversi. Io stesso, avendo giocato per 2 mesi e mezzo con un team europeo, noto che hanno un approccio diverso al gioco e alla competizione che magari molti connazionali, anche parlando la stessa lingua, non ti danno. La parte comunicativa è molto più fredda e questo riesce a renderti più concentrato. Questa è una mia esperienza personale, parlare in inglese per 2 mesi e mezzo mi ha dato più lucidità. Comunicare nella tua lingua molto spesso è dispersivo e perdi le informazioni principali.

TGMesports: Hai un’idea di chi saranno i giocatori delle nazionali avversarie nel girone?
Hal: Della Svezia sono quasi sicuro che ci saranno tutti i Misfits, magari con uno o 2 cambi. Per quanto riguarda il Portogallo conosco un paio di loro giocatori, c’è Greyy dei Laser Kittenz che in questo momento è in Corea ad allenarsi ed è una Ana fortissima. Diciamo che sono piuttosto sicuro delle loro line up.

TGMesports: Quale sarà la squadra rivelazione di quest’anno secondo te?
Hal: Secondo me chi parte super avvantaggiato sono i Rogue, che da come ho capito formeranno in toto la Francia, perché saranno un full team fortissimo contro molte squadre miste. Francia e Svezia partono come favorite del torneo.
La Corea può fare bene anche se sono scettico rispetto all’esito dello scorso Blizzcon. Se l’anno scorso è stato preso più come un evento community – con molti team misti con youtuber, streamer e non solo player – quest’anno con il discorso dei 3 commissari tecnici molte nazionali si sono rivalutate e possono rovinare la festa ai coreani, che tutti pensano siano inarrivabili.

TGMesports: Secondo te il meta cambierà prima della World Cup?
Hal: Secondo me è possibile che cambi. Ad oggi nel PTR c’è una patch molto importante per Hanzo che lo rende molto più pericoloso e ce ne saranno sicuramente altre prima prima di luglio/agosto. Ho la sensazione che ci sarà un nuovo meta, chissà che non ci sia addirittura un nuovo eroe! Potrebbe cambiare di tanto i giochi ed essere la chiave vincente di qualche team, com’è stata Sombra per alcuni team asiatici.
Bisogna anche avere capacità di adattamento da parte dei giocatori, dato che per allora il team sarà confermato. Nella selezione bisognerà tenere conto anche di questo.

 

Ringraziamo Hal (che potete seguire sulla sua pagina Facebook e sul canale Twitch) per la sua disponibilità e facciamo un grosso in bocca al lupo a tutti i candidati per la nazionale italiana di Overwatch. Per le prossime novità riguardanti la World Cup rimanete collegati con noi, qui su TGM esports!

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Altre info su Erica Mura

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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