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European Esports Federation: il sogno di una Europa unita

Se la politica europea sta attraversando un periodo travagliato, con la Brexit in prima fila, altrettanto non si può dire per il settore videoludico competitivo. È stata infatti annunciata su The Esports Observer la volontà di far nascere una European Esports Federation.

Dodici nazioni – Regno Unito, Belgio, Germania, Austria, Ungheria, Francia, Russia, Slovenia, Serbia, Svezia, Turkia e Ucraina – hanno stilato la nuova “dichiarazione di Berlino”, nella quale sono state tracciate le linee guida che diventeranno ufficialmente attive dopo la firma del documento (presumibilmente a seguito del meeting di Losanna, previsto per la fine di maggio).
L’ultima riunione dei membri fondatori ha visto anche la partecipazione di società private come ESL ed StarLadder, che potrebbero entrare come osservatori senza diritto di voto, per garantire l’indipendenza della Federazione.

Sebbene la European Esports Federation si sia dichiarata aperta al dialogo con altri enti nazionali e internazionali, l’affiliazione a uno o più di essi non sembra essere una priorità. «Regno Unito e Francia non fanno parte dell’ International Esports Federation e la Germania è solo un membro associato» ha dichiarato il presidente della federazione tedesca Hans Jagnow. «Il dibattito ha mostrato che molti paesi non ritengono importante una connessione internazionale con IESF in questo momento. Detto questo, ci potrebbero essere relazioni ufficiali da qualche parte in questo processo, come potrebbero esserci con qualsiasi altra organizzazione internazionale come IOC o GAISF e con altre federazioni regionali».

 

-news a cura di Giuseppe Bortone ed Erica Mura

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