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Philadelphia crolla: Spitfire campioni della Overwatch League 2018

Lo sprint finale dei London Spitfire verso il titolo di campioni della Overwatch League 2018 è durato, in tutto, 39 secondi. Giusto il tanto di superare la statua di Mondatta a King’s Row e spingere fuori dal punto A la formazione avversaria, per il 4-3 finale.
A dirla tutta, il tempo a loro disposizione era persino il doppio. Nonostante il tentativo di Carpe di trasformarsi in un One Man Army, arginare quel fiume in piena era davvero un’impresa titanica. Ancor di più se si considera quanto poco i Fusion siano stati capaci di giocare come team, come avevano dimostrato di saper fare durante il primo set di ieri notte.

È stato così per tutto il game, durato solamente 3 set. La sinergia di Philly sembrava quasi essere stata assorbita dagli Spitfire stessi, decisi a portare a casa il trofeo della Lega senza concedere nulla, o quasi.
La loro performance ha avuto ben pochi cali, specie su Junkertown – terminata con un 2-1 – e Lijiang Tower – assicurata con un solidissimo 2-0. Solo nell’ultimo set la squadra ha concesso un po’ di più facendo arrivare i neroarancio addirittura al terzo punto, anche se in overtime. Inutile dire che, per i poveri americani, quel poco di ossigeno non è bastato per mantenere viva la fiamma.

campioni della overwatch league 2018

Paradossalmente, sarebbe un po’ troppo semplicistico far ricadere tutto il merito dell’impresa sull’MVP dei playoff, Profit.
Dietro i suoi 9.025 DMGx10′ ci sono le cure di Bdosin e NUS; davanti alle sue 18.29 KILLx10′ troviamo non solo l’eroe Gesture, ma anche l’ottimo Fury. Come non citare, poi, il ritrovato compagno Birdring, il cui infortunio al polso pare, ormai, un lontano ricordo.
Nondimeno, è bene ammettere che saper sfruttare il sostegno del proprio team non è qualcosa di scontato. Ben vengano, dunque, gli applausi per il giovane campione, premiato con il secondo trofeo messo in palio dallo sponsor T-Mobile.

Da quel lontano 11 febbraio, data della conquista del primo split, sono cambiate tantissime cose. Il roster si è quasi dimezzato, ma l’obiettivo è sempre stato solamente uno: catturare la storia.
Agli eroi di Philly va comunque riconosciuto l’onore di essere arrivati fin qua contro ogni aspettativa e di aver reso queste prime finali della Lega meno banali possibile.

For London

Ci sono tante piccole cose che rendono la vittoria dei campioni della Overwatch League 2018 davvero magica. Basta solamente riuscire ad andare oltre la retorica dei robot coreani, invasori dell’occidente a scapito dei poveri professionisti di casa.

La storia di questi ragazzi, cresciuti con disciplina e spirito agonistico all’interno dell’APEX, si è incrociata prima con il CEO americano Jack Etienne e i suoi Cloud9, poi con la città di Londra. Nel loro Paese d’origine, tutti si aspettavano un epilogo simile: il loro smisurato talento andava premiato e, senza sorprese, è arrivato subito l’ingaggio nei neonati Spitfire.
Il rapporto con la loro nuova “casa”, tuttavia, non è mai stato dei migliori. “Non parlano inglese”, “Sono tutti stranieri”, “Non sono mai stati in Gran Bretagna”.

La società, su questo punto, ha sempre lavorato con costanza – più di quanta gliene sia stata riconosciuta. L’agenzia britannica Code Red e l’arrivo di Susie Kim come general manager, in questo, sono stati provvidenziali.
I social sono passati dall’essere un semplice archivio delle partite a una vera e propria finestra sulla squadra. Dalle AMA alle gite al parco dei divertimenti, tutto è stato un buon pretesto per far conoscere agli scettici fan i loro nuovi portabandiera. Tra una battuta in camera e una scenetta sul palco, il pubblico ha imparato a riconoscere i loro volti, a gioire per i loro successi e a piangere per le loro cadute.

Photo: Robert Paul for Blizzard Entertainment

L’aver conquistato il titolo di campioni della Overwatch League 2018 tra le strade di King’s Row sembra quasi andare a premiare questa costanza nel cercare di dare a Londra gli eroi che si merita. Il tutto, nel rispetto delle differenze culturali e di ciò che ha portato i nuovi campioni di Overwatch dalla Sud Corea fino al tetto del mondo: non la nazionalità ma il merito.

In fondo, come lo stesso presidente Dan Fiden ha tenuto a sottolineare, «stanno creando l’eredità che speriamo avremo per anni e anni. Se i fan non lo sanno già, impareranno ad apprezzare quanto sono grandi sono questi giocatori e quanto sono divertenti e accessibili. Sono solo persone davvero fantastiche».

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Altre info su Erica Mura

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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