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PJSalt Award – I giorni dell’esport, del CIO e del sale

Queste due settimane sono state forse tra le più intense di quest’anno. Non solo per via dei tanti tornei in programma – dal BlizzCon alla finale del LoL World Championship, dal regional europeo di Tekken 7 fino al nostrano Italian eSports Open del Lucca Comics&Games – ma anche per il famigerato annuncio del CIO sulla sua apertura agli esport (davvero non ne avete ancora sentito parlare? Farò finta di credervi, ma vi lascio il nostro articolo qua ugualmente…).
Ne hanno discusso tutti, e quando scrivo tutti intendo anche chi, di tornei videoludici, non ne aveva mai sentito parlare fino ad ora. Il risultato è stato un fantastico assortimento di comunicati, servizi, dichiarazioni e interviste su qualsiasi medium esistente sul pianeta.

Il tono è dipeso, naturalmente, dalla piattaforma di pubblicazione. Le pagine “specializzate” hanno dato un gran risalto alla notizia (con accuratezza più o meno elevata, diciamocelo francamente).
Alcuni portali d’informazione videoludica invece hanno tirato finalmente la testa fuori dalla sabbia e, con gran stupore, hanno realizzato come l’argomento sul quale hanno deciso di costruire un’intera carriera abbia, in questi 20 anni, sviluppato una ricchissima realtà parallela della quale (chissà come) non ne erano venuti a conoscenza.
Infine, per mio giubilo personale, sulla questione si sono tuffati anche i media tradizionali. A parte qualche sporadico episodio, le reazioni sono state di incredulità, orrore e, per dirla come se fossimo su Twitch, PJSalt!

PJSalt

Le definizioni

Chi non ha mai provato a spiegare a un parente cosa sia l’esport? Bene, se ancora non siete riusciti a farglielo capire potreste pensare di lasciargli leggere la definizione su qualche sito di informazione tradizionale, per farlo sentire più a suo agio.

Per il Corriere, per esempio, l’e-sport (sì, scritto così) è «lo sport di giocare ai videogame». Semplice, conciso. Forse un tantino troppo ermetico?
Se ancora il cuore di vostra nonna vacilla, provate a dirle che «ogni torneo si gioca sulla bravura dei giocatori e sulla strategia della squadra. E le partite possono durare anche 6-12 ore». Dodici ore… E io che ho ancora gli incubi per la mia famigerata ranked su LoL di 1 ora e 16 minuti (vinta, eh!).
Anche le similitudini fantasiose non si sono sprecate. Lo psicologo e psicoterapeuta Fulvio Scaparro, sulle stesse pagine virtuali, si è lanciato in una coraggiosa analogia: «In questo momento sto vedendo la partita in tv. È un esercizio che richiede attenzione, e pure attività fisica per alzarsi dal divano. Anche questa potrebbe diventare una disciplina olimpica». Impeccabile.

Le reazioni

Il mondo sportivo nostrano, in particolar modo, è stato colpito duramente dalla dichiarazione del CIO. Se oltreoceano gli atleti di NBA e NFL fanno a gara a chi si mette più in gioco in questo nuovo settore, nel Bel Paese si tenta al contrario di mandar giù l’amarissimo (o salatissimo?) boccone e ci si mette poi sulla difensiva.

PJSalt
No, non è un sosia. Quello è proprio il Rick Fox dei Los Angeles Lakers con la maglia (e un giocatore) del suo team di esport: gli Echo Fox

 

La UISP si chiede sconcertata: «quali potrebbero essere i benefici sportivi? E quelli per il benessere? E quelli per la socialità e le relazioni? Il solo allenamento dei riflessi e la capacità di essere veloci nel compiere determinate azioni non rappresentano valori in sé. Per questo lo sport è un fenomeno meravigliosamente complesso, [che punta a] creare integrazione, solidarietà, amicizia, piacere, equilibrio». Se in questi anni avete pensato ingenuamente di aver coltivato delle nuove amicizie grazie all’esport rassegnatevi, avete torto!

Il presidente della Fitarco Scarzella invece va in piena “modalità PJSalt” e, dalle pagine de Il Secolo XIX, lancia una sorta di “guanto di sfida” a Mattia ‘Lonewolf92’ Guarracino (reo di aver paragonato gli sport elettronici al tiro con l’arco), invitandolo ad approfondire le sue conoscenze in merito in una delle sedi di allenamento italiane. «Una tale similitudine» scrive, «oltre ad essere riduttiva per il nostro movimento, rischia di vanificare il lavoro rivolto all’avvio della pratica sportiva per i giovani, oltre a sminuire l’abnegazione con la quale i nostri nazionali si preparano per i grandi eventi internazionali svolgendo doppie o addirittura triple sedute di allenamento che implicano un’attività tecnico-motoria completa al 100%».

Infine, la nostra portabandiera olimpica Federica Pellegrini – campionessa indiscussa del nuoto mondiale – dichiara di esserci «rimasta un po’ male», perché per lei «Lo sport è fatica fisica, e io ne so qualcosa visto che da una vita sono impegnata in vasca e non solo».

The PJSalt Award

Questi sono solo alcuni esempi di come il nostro Paese abbia incassato la notizia. Io comunque non ho dubbi. Il mio “PJSalt Award” come reazione più salata all’argomento CIO/esport lo do a Gianni Merlo, presidente della Association internationale de la presse sportive. Non voglio privarvi nemmeno di una riga, perciò vi lascio l’articolo a completa disposizione qua.
Perdonatemi. Tra amplessi, Jurassic Park, solitudine informatica e termini bizzarri come eCampioni – tutto condensato nelle stesse 37 righe di testo -, non saprei proprio quale parte citarvi.

 

Lo so. Ovviamente ora vi starete chiedendo: qual è la tua opinione in merito, invece? Per saperlo dovrete aspettare a dicembre e comprare una copia della rivista The Games Machine in edicola o in versione digitale! Ne parlerò dal punto di vista di uno dei personaggi citati in questo editoriale. Riuscite a indovinare quale?

 

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Altre info su Moory

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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