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Dremhack
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Esport e TGM

Gli eSport, o sport elettronici, sono l’attività che riguarda il giocare ai videogiochi a livello competitivo, organizzato come un torneo, con scontri diretti tra singoli o squadre. I generi di videogiochi utilizzati appartengono a varie categorie. Solo alcuni videogiochi si prestano per questa attività e sono raggruppati per generi come RTS, picchiaduro, FPS, simulazione di guida, sportivi e molti altri. I tornei e i campionati vengono organizzati sin dagli anni ’80 e sono sia di natura amatoriale sia professionale. Questi ultimi hanno raggiunto all’estero un’importanza tale che sono visti come veri e propri eventi sportivi.

eSport nel mondo e in Italia

Tutte le fasi preliminari dei tornei di eSport vengono seguite in streaming, mentre la finali anche dal vivo con tanto di arbitri e commentatori specializzati. Nella loro evoluzione, iniziata dagli anni ’80, si è arrivati oggi a montepremi globali che sfiorano i 500 milioni di dollari (le previsioni per il 2018 indicano quasi 2 miliardi di dollari) con un pubblico che si aggira sui 150 milioni di persone, tra finali ed eventi di qualifica seguiti su Twitch, dal vero o tramite altri canali.

Anche in Italia l’avvio di questo settore si è visto negli anni ’80 ma, causa burocrazia, mancanza di sponsorizzazioni importanti, linee internet inadeguate e una cultura non adatta, gli eSport non hanno ancora raggiunto i livelli che troviamo all’estero. A partire dai giochi Atari ci si è presto spostati verso Quake, Starcraft, Counter-Strike, FIFA, COD, Street Fighter 4, League of Legends, Heroes of Warcraft od Overwatch. Nel 2014, finalmente, qualcosa è accaduto in quanto Giochi Elettronici Competitivi, settore sportivo di ASI, ente riconosciuto dal CONI, ha iniziato ad occuparsi di creare una regolamentazione nel settore, supportando le nascenti ASD, Associazioni Sportive Dilettantistiche. Di recente, sono anche nate addirittura delle scuole di formazione per i ruoli di arbitri, allenatori, analisti e commentatori di eSport.

Sponsorizzazioni

I più famosi tornei itineranti, che ancora non abbracciano l’Italia, sono il DreamHack e l’Intel Extreme Masters. Ormai le finali di questi tornei occupano il Medison Square Garden o interi stadi di calcio. Dimensioni del genere, ancora una chimera per l’Italia, sono in grado di generare un indotto di biglietti e di sponsorizzazioni  decisamente interessanti. Intel, MSI, Razer, ACER, ASUS, Logitech e HyperX sono state le prime ad investire ricevendo in cambio ritorni di immagine notevoli. Anche nell’extra settore marchi come Coca Cola, Monster, Red Bull hanno ormai deciso di investire quote sempre più significative.

In Italia non abbiamo una cultura del gaming come in Corea, Cina o nei paesi nordici europei. In questi paesi si sono radicate delle tradizioni legate a giochi PC che nel tempo si sono evolute. In Italia non abbiamo avuto lo stesso percorso e spesso il videogiocare è visto solamente come un bambino che gioca. Per passare da questa visione al pro-gamer è necessario attendere l’evolversi delle cose. Non mancano ormai le opportunità, come non mancano in Italia giocatori talentuosi in grado di mettersi in vista. Sport Elettronici, con MSP, Giochi Elettronici Competitivi con ASI, le numerose ASD e i tornei stanno ormai riducendo il gap che ci divide con l’estero. I tornei sono sempre più diffusi e partecipati anche se mancano ancora luoghi di incontro dove i ragazzi si confrontano, non solo per giocare ma anche per studiare. Le sale LAN non bastano, anche se stanno crescendo in numero, in un’Italia che vede ancora i videogiochi come un hobby se non peggio.