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La Russia riconosce gli esports

Il 17 giugno 2016 è una data importante per lo sviluppo del panorama competitivo mondiale. Proprio in quel giorno infatti in Russia gli esports sono stati riconosciuti ufficialmente dal governo nazionale.

15 anni di attesa

In realtà, la scena competitiva russa ricevette un primo riconoscimento nel lontano 2001, ma tale onore venne revocato nel 2006 a causa del mancato sviluppo del settore, specie nelle regioni interne della nazione.
A distanza di 10 anni, il Ministero dello Sport ha reintrodotto tale ufficialità attraverso il decreto n.470 del 29 aprile del 2016, con cui viene istituito il registro dei giocatori di esports all’interno di quello degli sportivi.

Una notizia importante che rende possibile l’ingaggio di giocatori russi da parte dei team europei.
Il problema delle Visa e dei passaporti è stato infatti cruciale per molti professionisti, costretti spesso a rinunciare a tornei o trasferte nel resto d’Europa.
Un esempio tra tutti fu quello del Moscow 5, squadra di League of Legends per anni alle prese con viaggi a cadenza settimanale per raggiungere Colonia sede delle EU LCS.

Contributi in arrivo

Il riconoscimento darà un impulso notevole all’ambiente competitivo russo grazie alla possibilità di nuovi investimenti.
Nel 2015, ad esempio, nacquero i Virtus.pro, operanti in Dota2 e CS:GO, grazie a un contributo di 100 milioni di dollari da parte del magnate russo Alisher Usmanov.

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