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Voci dal ring – Intervista a Danielmado

Mai ci saremmo aspettati che ”Voci dal ring” sarebbe diventata, nel corso del tempo, un vero e proprio viaggio all’interno del mondo competitivo dei fighting game alla ricerca di cosa serva per diventare un giocatore di alto livello. A poco a poco abbiamo scoperto tanti piccoli dettagli fondamentali che, sommati l’un l’altro, vanno a dipingere l’immagine dell’atleta in grado di trionfare su tutti. Riuscire a incarnare la perfezione è ovviamente un traguardo impossibile, ma c’è un giocatore italiano che sembrerebbe avere tutte le carte in regola per diventare qualcuno di davvero speciale.
Durante le nostre ultime interviste (come quella con Blackbeard) un nome in particolare è sempre saltato fuori parlando del mondo di Tekken 7: quello di Daniel Madonia, meglio conosciuto semplicemente come ”Danielmado”.

Nonostante la sua giovane età, è diventato uno dei massimi esponenti della nuova generazione di giocatori FGC italiani e internazionali. Non solo grazie al suo incredibile talento naturale, ma anche al supporto del suo team, gli HG Esports.
«Loro hanno visto qualcosa in Danielmado e hanno speso soldi e attività per formarlo in un modo in cui, almeno in Tekken, non si è mai fatto», ci aveva raccontato Peterlaw durante la MGW 2018. «Lui è obbligato ad andare in palestra, viaggia e partecipa a tornei per allenarsi, ha fatto corsi di mental coach per imparare a mantenere il sangue freddo durante il match, fa lezioni di respirazione».
Tutto questo impegno, naturalmente, ha un obiettivo finale, anche molto ambizioso. Il primo dicembre, ad Amsterdam, ci sarà il TWT Last Chance Qualifier, l’ultima speranza per uno solo tra i tantissimi combattenti (provenienti da ogni parte del mondo) di entrare nei 20 finalisti del campionato ufficiale di Tekken.

Studio e creatività

TGM esports: Quando si parla di Tekken con qualcuno della community sembra inevitabile che, prima o poi, spunti fuori il tuo nome. Quale pensi sia il motivo?
Danielmado: Penso che sia perché ho iniziato a giocare relativamente da poco, competitivamente solo da Tekken 7.
Sono arrivato all’interno della community durante un raduno al Titan e quando ho iniziato perdevo con tutti. Questa cosa non mi andava proprio giù, perché sono uno molto competitivo, allora ho iniziato ad allenarmi. Sono andato al primo torneo e sono riuscito a passare i gironi a stento per poi uscire subito, ma non mi sono demoralizzato. I miei primi insegnanti sono stati Boss e Ghirlanda, poi ho conosciuto Shimon [Tissuemon, ndr] e lui mi ha preso sotto la sua ala, insegnandomi a giocare, così a poco a poco sono migliorato.
Diciamo che è stata una novità, un player che inizia e si butta in questo mondo e riesce subito a fare risultati in così poco tempo non è una normalità.
Sarà poi che ho uno stile di gioco non tanto particolare ma che si differenzia dal resto degli italiani e degli europei, sono molto paziente, punisco bene, ho una buona conoscenza.
Sto facendo tantissimi tornei, consigliati anche dal mio sponsor.

TGM esports: Parlaci un po’ di HG Esports. So che ti fanno tenere in forma…
Danielmado: Io sono sempre stato uno sportivo. Prima di Tekken ho giocato a calcio per anni, ho fatto anche sport da combattimento. Ora giocando a Tekken devo tenermi attivo, quindi faccio palestra (anche se la trovo un po’ troppo statica) perché se no ne va della mia salute e anche dei riflessi – io sono convinto che la salute sia importantissima per i riflessi, che sono una delle mie armi più forti. Purtroppo lo è un po’ meno la tranquillità in torneo, cosa che invece hanno i giocatori più esperti.

TGM esports: Ti alleni anche da quel punto di vista?
Danielmado: Il nostro team ci ha fornito un mental coach, con il quale facciamo delle sedute tutti insieme. Facciamo degli allenamenti per deviare i pensieri negativi, le cose che ci fanno sconcentrare, dobbiamo focalizzarci solo sulle cose che stiamo facendo e a vincere. È molto importante, ho notato che da quando sto facendo questi allenamenti riesco a stare molto più tranquillo, riesco a rendere di più. Per arrivare a un livello alto ed essere un professionista è tutto un insieme di cose: tecnica, salute, allenamento, anche talento.

TGM esports: Come dividi la tua giornata? Quanto tempo passi in palestra e quanto su Tekken, anche in allenamento offline?
Danielmado: Io inizialmente giocavo online anche perché non avevo molta esperienza di gioco. Poi, verso dicembre dell’anno scorso, ho smesso anche perché non avevo una buona connessione. Le partite le faccio giusto ogni tanto con gli amici.
Solitamente sto due ore al giorno in pratica ad allenarmi un po’ su tutto quello che dovrò fare nei match. Il fine settimana invece gioco contro altri giocatori ai raduni e ai tornei, oppure incontrando altri della community. Non gioco mai, o quasi mai, da solo se non in pratica. Mi sono stilato un piano di allenamento e mi sto trovando abbastanza bene.
In palestra, invece, vado un’oretta al giorno, 3 o 4 volte alla settimana. E ho un’abitudine: prima do ogni torneo mi alzo un po’ prima e vado a correre. Non faccio tantissimo, circa 15-20 minuti, poi mi faccio la doccia e vado al torneo.

TGM esports: Hai altre abitudini che ti aiutano a entrare con la testa nella competizione?
Danielmado: Ascolto musica, solitamente di quella che mi carica, che ti danno quello sprint giusto per essere concentrato ma non troppo esaltato. Niente urla, o cose simili…

TGM esports: Mi dici un giocatore per ”regione” al quale ti ispiri?
Danielmado: Europeo sicuramente Shimon, ha delle reazioni pazzesche, una conoscenza e una mentalità di gioco al di fuori del normale, è proprio un player eccezionale.
Di coreano, Knee. Lui incarna proprio il gioco che piace a me: paziente e studiato. Addirittura prende i counterpick.
Infine, di italiano… Boss. HG Esports|The Boss! Perché anche lui ha delle reazioni e una fantasia non comuni e riesce anche a variare molto, come non tutti sanno fare. È proprio imprevedibile.

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Altre info su Gian Filippo Saba

Avido giocatore di qualsiasi genere possibile. Alto 1 metro e 80, pesante quanto un ramoscello d'ulivo, è fortemente convinto che la bravura ai videogames sia direttamente collegata al proprio indice di massa corporea. Nonostante ciò pensa ugualmente di esser il Prescelto in virtù di un sogno rivelatore avuto alla tenera età di 6 anni, in cui Crash Bandicoot gli rivelò i segreti del mondo videoludico.

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