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Voci dal ring: intervista a Bode

I giochi di combattimento, grazie alle loro molteplici e costanti iterazioni, possono vantare una longevità ineguagliabile nel mondo videoludico. Questo ha permesso ad alcuni dei più talentuosi giocatori di avere carriere molto più durature del professionista medio impegnato nei grandi esport moderni. Tra tutti i picchiaduro, Tekken è probabilmente il più amato in Italia e come tale può contare tra le proprie fila il maggior numero di grandi veterani ancora in attività. Tra tutti questi spicca Fabrizio “Bode” Tavassi.

Da anni impegnato sia “sul ring” che dietro le quinte, Bode è uno dei pochi in grado di raggiungere il livello di gioco internazionale anche nell’ultimo capitolo della saga. Abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo e fargli qualche domanda; ecco quello che ci ha raccontato riguardo Tekken 7 e il suo ambiente competitivo.

Bode – Adapt to survive

TGM esports: Iniziamo con un domandone, com’è questo Tekken?
Bode: Ti devo dire la verità, all’inizio ero scettico non vedendo nel roster il personaggio che usavo da 20 anni, Julia. Mi son detto: “Caspita, sta per uscire il gioco e il mio personaggio non c’è!”. Poi però ho capito di avere ancora voglia di giocare. Sono appassionato e mi adatterò qualsiasi cosa accada.
Tra tutte le assenze, devo ammettere che probabilmente la più grave sia quella di Lei.  Non so cosa abbiano pensato, ma anche il prossimo personaggio che uscirà a dicembre, Geese Howard, sarà davvero molto particolare. A livello di marketing sono tutti un’ottima scelta, però far mancare i personaggi storici è stato un duro colpo per noi. Il fatto che nonostante questo apprezzi il gioco e stia facendo tantissimi tornei legati al Tekken World Tour la dice lunga.

TGM esports: La community italiana è parecchio attiva, perché non ci parli un po’ dei suoi tornei?
Bode: Sicuramente la community si è ampliata, sia grazie alla presenza di personaggi particolari che all’assottigliamento di alcuni dettagli tecnici del gioco. Per esempio, evadere una presa normale sinistra o destra è ora molto più semplice, in quanto per farlo è indifferente quale tasto dei pugni si usi.
Anche la scena torneistica sembra tornata al vecchio splendore e son contento perché gli eventi aumentano a livello esponenziale. Faccio fatica a seguirli tutti, visto che partecipo anche a quelli internazionali, però mi iscrivo a tutti quelli che posso. Io stesso organizzerò un torneo a Napoli il 13 gennaio a livello europeo e siete tutti invitati.

TGM esports: Com’è la situazione del roster in generale? Ci sono personaggi un po’ sbilanciati secondo te?
Bode: Tutti i personaggi sono competitivi, ma alcuni di essi quali Leo, Feng, Dragunov e pochi altri vantano di un potenziale maggiore. Tuttavia, è sempre il giocatore a fare la differenza.
Anche per quanto riguarda il roster, c’è stato un notevole cambiamento, con una netta riduzione del numero dei personaggi. Non sono uno che si tira indietro di fronte alle novità e utilizzo parecchio Eliza, che non ha nulla a che vedere con la saga di Tekken e utilizza fireball e shoryuken come Akuma (che è fortissimo). Ci adattiamo a Tekken per quello che è. Se mi piace ci gioco altrimenti lo abbandono. Non amo chi continua a giocare e si lamenta.

TGM esports: Tra i nuovi personaggi chi è il più forte, tenendo conto anche dei vari nerf subiti da Akuma nell’arco delle ultime patch?
Bode: Questa domanda è molto interessante. I molteplici nerf ad Akuma purtroppo non sono bastati. Senza le barre EX è secondo me affrontabile, ma già con una barra su 2 è molto forte e può facilmente ridurti a poca vita.
Eliza è complessa manualmente e non fa gli stessi danni di Akuma nell’immediato ma ha alcune particolarità pericolose, come lo Shoryuken EXE, che ha un timing talmente stretto da poter interrompere delle sequenze quali il Twin Pistons di Heihachi tra il primo e il secondo colpo. Sono cose che noi non avremmo mai sognato di vedere su Tekken, eppure dobbiamo adattarci alle nuove dinamiche e affrontarle.

TGM esports: Cosa cambieresti di Akuma per metterlo in riga?
Bode: Una riduzione del danno sulle juggle. La barra posso anche capire che vada bene così, ma sarebbe meglio che le sue juggle fossero più equiparabili a quelle degli altri.

TGM esports: Qual è la Rage Art più bella da vedere e quella più utile da usare?
Bode: A me piace parecchio quella di Eliza, con tutta l’animazione e i sottotitoli. Ma ce ne sono altre molto belle da vedere come quella di Dragunov: il momento di attesa con il respiro prima del colpo finale è davvero bello.
Personalmente preferisco la Rage Art in combo, in quanto utilizzarle da sole per punire un avversario che va a vuoto non è facile. In generale comunque mi trovo dalla parte di coloro che preferiscono le Rage Drive alle Rage Art. Mi danno molto più stimolo nella realizzazione e molte fanno da starter.

TGM esports: Qual è la Rage Drive che fa da starter che sembra più forte?
Bode: Quella di Kazumi non è male, è media e permette un danno di circa 80. Ci sono alcune Drive particolari che cancellano il movimento, come quella di Claudio e Nina, e offrono un livello di range non indifferente.

TGM esports: A proposito di Claudio, molti nuovi giocatori dicono di preferirlo perché sembra richiedere meno tempo di altri per essere usato in maniera convincente. Tu chi suggeriresti per qualcuno che inizia?
Bode: Personaggi semplici come Claudio e Leo di sicuro. Anche Paul è abbastanza semplice e immediato. Bisogna però considerare che questi personaggi all’inizio vanno bene in quanto a fotogrammi e punizioni, ma ad alti livelli diventano davvero complicati. Claudio ad esempio soffre parecchio contro qualcuno che non svirgola troppo e non si muove erroneamente sull’asse laterale.

TGM esports: Che ne pensi dei dominatori della scena internazionale, il Dragunov di JDCR ed il Jack di Saint?
Bode: Sono sicuramente ai vertici delle classifiche per un motivo. JDCR è uno dei miei giocatori preferiti e lo stimo parecchio.
Tuttavia, una cosa che non avrei messo come regola del TWT è la possibilità da parte degli asiatici di partecipare ai tornei europei, dove non possono prendere i punti della classifica ma solo portare a casa i premi in denaro. Il fatto più grave è che se questi arrivano primi, i loro punti vengono persi, letteralmente annullati, invece di essere “dati” al secondo classificato e questo falsa la classifica europea.

TGM esports: Il fatto che campioni di così alto livello partecipino a tutti i tornei però è stimolante, perché permette ai giocatori locali di affrontare qualcuno da cui si può apprendere di più. Cosa si potrebbe fare per bilanciare la situazione?
Bode: L’ideale sarebbe creare un torneo sponsorizzato su invito. Servirebbe avere un Invitational senza punti in palio, per dare modo a tutti di fronteggiare queste grandi personalità. Soprattutto contando che loro hanno il gioco da 3 anni mentre noi solo da giugno ed è proprio questo ad amplificare il dislivello al momento.

TGM esports: A proposito delle arcade, come ti sembrano questi port sulle console?
Bode: Ti posso dire che l’introduzione sul PC di Tekken è senz’altro stata un’ottima trovata e lì gira meglio. La novità è che nell’ultima patch sembra esser stato ridotto l’input lag, quindi abbiamo un piccolo miglioramento anche sulla PS4. Sono contentissimo, visto che gioco purtroppo solo sulla PlayStation, anche perché i tornei si tengono sempre su console. In genere si dice che per giocare online sia meglio la versione su PC, mentre per giocare offline sia meglio la PS4.

TGM esports: Recentemente vi abbiamo visti anche su DMAX, vuoi parlarci un po’ di questa collaborazione e dei ragazzi?
Bode: Il team è composto da Fungo, Vanex, PeterLaw e Klaww, che sono giocatori di livello medio alto. Nonostante non fosse facile si sono comportati benissimo e ci siamo divertiti tanto.

TGM esports: È bello comunque vedere la televisione riavvicinarsi al mondo esport.
Bode: Questa è una novità e c’è la possibilità si passi dal canale PC a quello televisivo. Ci speriamo tanto e lo sapremo a breve.

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Avido giocatore di qualsiasi genere possibile. Alto 1 metro e 80, pesante quanto un ramoscello d'ulivo, è fortemente convinto che la bravura ai videogames sia direttamente collegata al proprio indice di massa corporea. Nonostante ciò pensa ugualmente di esser il Prescelto in virtù di un sogno rivelatore avuto alla tenera età di 6 anni, in cui Crash Bandicoot gli rivelò i segreti del mondo videoludico.

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