Home / Interviste / Donne e videogiochi, parte II: la manager – Intervista a Sara Vitale

Donne e videogiochi, parte II: la manager – Intervista a Sara Vitale

Gamer Girl - by ThePuddingMonster

Seconda puntata di questo breve viaggio alla scoperta del rapporto tra l’universo femminile e i videogiochi.
Dopo aver esplorato con Nhivien l’universo delle streamer, in questa tappa abbiamo voluto conoscere un mondo sconosciuto ai più, ossia quelle delle manager esportive.

La manager: Sara Vitale

In questo tragitto ci ha accompagnati Sara Vitale, manager della Legacy Go Pro nonché responsabile di una delle community universitarie più importanti di League of Legends.

Sara Vitale
TGMesports: Grazie Sara per aver accettato il nostro invito. Presentati al nostro pubblico.
Sara: Piacere, mi chiamo Sara Vitale, ho 31 anni e provengo dalla Provincia di Napoli, appassionata di esport e di tecnologia in generale. Sono responsabile del settore esport per Legacy Go Pro e lavoro nell’organizzazione di eventi legati ai giochi di carte collezionabili per Legacy Premier Events a partire dalla fine del 2013. Mi occupo dell’organizzazione dei vari eventi online e offline, del rapporto con le varie realtà nazionali e della gestione dell’ambiente social e stampa.

TGMesports: Come ti sei appassionata ai videogame? 
Sara: Sono sempre stata curiosa dei videogame, non mi piacevano le console e a partire dalle scuole medie ho iniziato a giocare sul PC. Con l’avvento di Internet, io e mia sorella gemella abbiamo iniziato a giocare a game online partendo da World of Warcraft, passando per StarCraft e Counter-Strike: Global Offensive e finendo con League of Legends, che mi ha fatto conoscere molte persone perché ha fatto uscire dalla nicchia il vero giocatore rappresentando anche un punto d’incontro tra i vari videogiocatori.

TGMesports: Com’è stato passare da casual gamer ad organizzatrice di eventi?
Sara: Sono sempre stata molto attratta dai vari eventi che si svolgono in giro per l’Italia, come ad esempio il Lucca Comics o il Napoli Comicon.
Nel 2013 assieme a un mio collega è iniziato il progetto del torneo tra le università italiane (chiamato University Esports Series ndr) ed entrare in Legacy ha portato a realizzare tale idea.
Sono molto empatica e vedere che l’utenza si appassiona e possa usufruire di queste opportunità che ai miei tempi erano scarse mi regala una grossa soddisfazione.

TGMesports: Entriamo nel fulcro del nostro viaggio: la figura della donna giocatrice è stata sdoganata o rappresenta ancora un tabù? 
Sara: Nel mondo tale figura è stata sdoganata, in Italia siamo leggermente indietro anche se, grazie agli eventi che organizziamo, sto vedendo un aumento di ragazze giocatrici specie in giochi come Hearthstone o League of Legends. Noto che, specialmente negli FPS, ci son ancora episodi di sessismo ma sono pochi e molti si ricredono dopo che hai dimostrato che sei in gamba.

TGMesports: Come mai la figura della manager femminile di esport è considerata ancora una rarità?
Sara: Vedere una ragazza che organizza e gestisce tali eventi in Italia è ancora visto come un evento raro. In qualsiasi ambito lavorativo la donna deve fare qualche sforzo in più per farsi valere e solo cacciando le unghie si riescono ad ottenere i risultati.

TGMesports: Nella precedente intervista si è messo in mostra l’aumento delle “attention whores” nel mondo delle streamer. Tale figura è presente anche nel tuo mondo?
Sara: Nel mio piccolo non noto tale presenza ma ovviamente in qualsiasi ambito lavorativo esiste la ragazza che si mette in mostra esplicitamente per ottenere vantaggi.

TGMesports: Lavorando in Legacy, hai la possibilità di organizzare eventi per Magic. Qual è la differenza nell’organizzare un evento di carte e un evento esport?
Sara: Sono due organizzazioni diverse. Per un evento di Magic, ad esempio, l’organizzazione inizia sei mesi prima perché si deve rispettare una tabella di marcia già prefissata e per la buona riuscita dell’evento abbiamo bisogno di più personale rispetto ad un evento esportivo. Dopo la fase iniziale però lo svolgimento è molto più rilassato rispetto al secondo caso, che è più facile da progettare e gestire anche se gli imprevisti durante l’evento sono sempre dietro l’angolo e quindi devi avere un piano B, C e D per far si che la situazione sia tranquilla.

TGMesports: Come riesci a gestire la pressione in questi eventi, specie in ambienti ristretti?
Sara: La possibilità di avere un personale fidato fornisce l’opportunità di poter delegare parte del lavoro a loro, quindi avere un team coordinato aiuta a stemperare la tensione e procedere nella riuscita dell’evento. Comunque devi essere sempre calmo altrimenti va tutto a rotoli e la fiducia verso i miei colleghi permette di avere il totale controllo della situazione, anche se devi sempre ipotizzare l’arrivo dell’imprevisto che, nel caso arrivi, deve essere risolto nel più breve tempo possibile.

TGMesports: Oltre a lavorare per Legacy, gestisci una delle comunità italiane più grandi League of Legends. Come ti interfacci con il pubblico anche in caso di violazione di regolamento?
Sara: Cerco di essere più friendly possibile con la community anche in casi di violazioni di regolamento, cercando di condurre sulla retta via il reo, anche se qualche volta capita lo stupido di turno e lì devi intervenire in maniera drastica.

Sara Vitale

TGMesports: Hai parlato di sessismo in game, ti è mai capitato di ricevere pressioni o minacce per il ruolo che occupi?
Sara: Praticamente No! Dove lavoro è un ambiente gioviale dove continuamente facciamo scambi di battute ed il mio essere molto diretta mi ha portata ad essere chiamata dai miei colleghi in maniera affettuosa Saro. Purtroppo in un’occasione ho ricevuto offese e minacce da parte di un manager di un team a seguito di una loro infrazione, ma per fortuna la cosa è rientrata dopo poco con scuse annesse.

TGMesports: La giornata tipo di una manager o responsabile di esport com’è strutturata?
Sara: Programmare le attività , dividere i compiti tra i vari colleghi e seguirli attraverso l’utilizzo di vari strumenti, per concludere il tutto nella scadenza dei termini prefissati.

TGMesports: C’è stato un momento in cui, nel bel mezzo di un progetto, hai voluto gettare la spugna? 
Sara: Due volte è capitata questa sensazione. La prima durante le University Series, quando abbiamo scoperto giocatori che usavano cheat e venivano bannati. In loco confessavano il tutto ma sui social scatenavano il flame nei nostri confronti: lì per lì volevo abbandonare ma grazie al supporto che ho ricevuto sono andata avanti. Il secondo caso è accaduto al Comicon dello scorso anno, quando i computer del nostro sponsor non erano arrivati in tempo da Torino e si creò il panico davvero! Fortunatamente avevamo dei piani di backup che hanno permesso il regolare svolgimento dell’evento. Per questo sono fondamentali!

TGMesports: Sei nell’ambiente dal 2013. Com’è cambiata la scena esportiva italiana da allora? 
Sara: Attraverso il progetto dei tornei universitari ho notato che la situazione è notevolmente cambiata. Parlando del caso University Series, siamo partiti da fare tornei nella sola Federico II e farlo nascere a Napoli ha premesso di realizzare una fanbase locale abbastanza ampia, con la possibilità di essere un trampolino di lancio per giovani che vogliono ambire ad una carriera competitiva ad alto livello. La scena si sta evolvendo sempre più e penso che tra due o tre anni raggiungeremo il livello della Spagna. Quello che noto nei team italiani è la mancanza di unione tra i componenti e la difficoltà a creare un legame solido e stabile con i fan perché i team dopo poco si sciolgono.

TGMesports: E le donne in team competitivi sono aumentate o diminuite? 
Sara: Aumentate! Basti pensare che quest’anno per la squadra del politecnico di Torino c’era una ragazza e pian piano noto l’aumento di giocatrici che entrano nel competitivo.

TGMesports: Che consiglio dai ad una ragazza che vuole intraprendere la tua carriera o quella di una giocatrice competitiva? 
Sara: Continua a coltivare le tue passioni, segui i tuoi obiettivi, fregatene dei commenti di chi ti può mettere bastoni tra le ruote ma soprattutto cacciare la cazzima per emergere!

TGMesports: Concludiamo questa piacevole intervista con una domanda di marzulliana arte: Sara Vitale, se ti mettessi allo specchio e ti guardassi nel passato, cosa troveresti di diverso? 
Sara: Tutto! Se prima ero meno abituata a rispondere alla community e spesso sul punto di arrabbiarmi e col pensiero di fare una carneficina (scherzando), col tempo ho preso coscienza delle mie possibilità e sono diventata una persona diversa in tutti i sensi, grazie anche all’aiuto dei miei colleghi.

TGMesports: E se guardassi la Sara Vitale del futuro come la vedresti?
Sara: Super impegnata su tantissimi fronti, in continuo viaggio per l’Italia e per il mondo.

Commenti

Altre info su Giuseppe Bortone

Nato in terra di lavoro (fiero di essere terraiuolo! ) cresciuto a pane, arcade e i programmi della Gialappa's (e ancora oggi li seguo) Nel corso degli anni una nuova passione è entrata nel suo percorso , la musica russa ( e non chiedete il perchè)

Controlla anche

Parnofiello (CEO PG Esports): “I Nationals? Una sfida vinta!”

Gli Outplayed battono il Team Forge e vincono il PG Nationals Summer Split in quello …