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Olimpiadi: nel fronte “pro esport” arriva un altro alleato

Si ritorna a parlare di Olimpiadi ed esport, l’argomento più caldo del 2017 che ha scaldato gli animi di videogiocatori e non, dentro e fuori lo Stivale.
Le polemiche (mai del tutto finite) riguardo l’apertura del CIO, infatti, potrebbero trarre nuova linfa dalle ultime dichiarazioni provenienti, questa volta, dal Sol Levante. A dare manforte al coro dei “favorevoli” arriva niente meno che il partito Liberal Democratico del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe.

Già dallo scorso novembre i legislatori di maggioranza e opposizione hanno formato una coalizione a sostegno dell’esport. Questa ulteriore apertura, dunque, non cade affatto come un fulmine a ciel sereno.

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La passione di Abe per i videogiochi è ormai nota, specialmente dopo il suo ingresso trionfale alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Rio – Foto di David Ramos/Getty Images

Tenersi pronti alla sfida

Il partito Liberal Democratico vorrebbe finalmente legalizzare i tornei videoludici in Giappone, proprio in vista (ma anche con la speranza) di una possibile ammissione degli stessi alle Olimpiadi. Le leggi destinate a fermare il gioco d’azzardo, infatti, hanno finora limitato fortemente lo sviluppo degli esport nel Paese, impedendo ai giocatori di guadagnarsi da vivere con il professionismo.
A farsi portavoce dell’iniziativa è stato il politico Takeo Wakamura.

«Se ci fosse bisogno di più sostegno legale per organizzare i tornei, potremmo usare una legge speciale o altre disposizioni» ha dichiarato in una intervista a Bloomberg. «Una volta che avremo una medaglia d’oro, come per esempio Daichi Suzuki (campione olimpico di nuoto a Seoul 88, ndr), le persone inizieranno a vedere i videogiochi come sport.»

Gli esport non faranno parte dei Giochi di Tokyo 2020. Tuttavia, saranno nel medagliere dei Giochi Asiatici del 2022 e persino gli organizzatori delle Olimpiadi di Parigi 2024 sarebbero inclini al loro inserimento. Kawamura rimane dunque ottimista e rivela un altro interessante particolare: un accordo tra il comitato olimpico giapponese e il governo della città di Tokyo per l’organizzazione di grandi tornei proprio nel periodo dei Giochi.

«Vorremmo organizzare e ospitare un torneo internazionale il prima possibile. Se gli esport diventassero una medaglia olimpica in futuro dobbiamo essere certi di avere una Nazionale giapponese competitiva!»

Che Abe e i suoi colleghi riescano o meno nella titanica impresa di convincere il mondo ad abbracciare l’idea di una medaglia olimpica di StarCraft o CoD è ancora tutto da vedere. L’opinione pubblica a riguardo rimane ancora fortemente polarizzata e resta tutt’ora da sciogliere la riserva del CIO, che tanto ha fatto discutere lo scorso ottobre.
Tuttavia, se mai il Giappone riuscisse davvero a guidare alla vittoria il “fronte del sì” sarebbe il caso di proporre per lo meno Daigo o Katsuhiro Harada come prossimi tedofori!

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Altre info su Erica Mura

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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