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MGW17: l’esport italiano ha spiccato il volo? – Parte 2

Continua dalla Parte 1.

A calcare il suolo della MGW e del padiglione 12 sono state migliaia di persone. Organizzatori, giocatori, giornalisti, youtuber, fan e visitatori scettici. Nessuno o quasi ha saputo resistere a una simile calamita e un fiume di visitatori è stato condotto, anche solo per qualche minuto, in questa coloratissima rassegna di sport elettronici made in Italy. Cosa ci dice tutto questo dello stato di salute dell’esport italiano? Molto, in verità, sia in positivo che in negativo.

Il lato organizzativo è sicuramente cresciuto parecchio, specialmente da parte di PG Esports. L’entusiasmo degli spettatori è stato un ottimo termometro di giudizio sulla scelta di caster, host, ospiti e intermezzi tra un torneo e l’altro. Il progetto è stato senza dubbio ambizioso, ma l’affluenza ha ripagato di parecchio gli sforzi messi in campo dagli addetti ai lavori. Anche fuori dall’Arena, la quantità di eventi legati al mondo competitivo era davvero impressionante. Non c’è stato un momento in cui, nel padiglione 12 della fiera, non fosse in corso una qualche competizione, fosse essa un torneo prestigioso, uno showmatch o una amichevole tra visitatori.

Il livello delle competizioni ufficiali è stato ottimo e lo spettacolo da parte dei giocatori non è sicuramente mancato. Il livello generale sta crescendo di anno in anno e c’è da augurarsi che sempre più atleti riescano finalmente a varcare i confini italiani, per approdare in competizioni europee e mondiali.

Mantenere un occhio critico

Di contro, tuttavia, certi errori continuano a penalizzare il corretto svolgimento di eventi così grandi. Il calendario proposto da PG Esports è stato sicuramente ricco, forse un po’ troppo rispetto alle reali possibilità, specialmente nella giornata di sabato (nella quale si sono svolti 4 dei 6 tornei maggiori, senza contare gli Invitational di Nintendo). I problemi tecnici durante le finali OPC hanno fatto ritardare l’inizio degli appuntamenti successivi di ben 2 ore, minimizzando l’affluenza di pubblico alla Intesa Sanpaolo e-Football Cup e, ancor di più, a quella della tappa del Tekken World Tour – match ai quali hanno partecipato giocatori di livello internazionale.

esport italiano
foto di PG Esports

Sempre parlando di sistemazione, l’idea di regalare una vera e propria rassegna dell’esport italiano alla MGW17 è stata piacevole. Gli eventi collaterali fuori dalla PG Arena, come già detto, sono stati tanti – dalle EIC di ESL Italia alla TGL e così via. Alcuni stand, come quello ASUS, hanno dato vita a un bello spettacolo (ad esempio le finali delle qualifiche italiane al IeSF WC). Altri hanno fatto invece molta fatica a dare il giusto risalto a tornei di grandissimo spessore, come la Capcom Pro Tour Regional Final europea di Street Fighter V (della quale abbiamo parlato separatamente).

La sensazione è che si fatichi ancora a trovare il giusto bilanciamento tra quantità e qualità quando si tratta di mettere in piedi una fiera di tale portata. Questo dimostra comunque che, se si mantiene il giusto spirito critico, ci sia solo dell’ampio margine di miglioramento.

Guardare avanti

La mia impressione, dopo questi 3 giorni di MGW, è che l’esport italiano abbia davvero spiccato il volo, ma che per ora sia solo all’inizio di un lungo viaggio. La strada da fare è tanta e colmare il gap che divide il nostro Paese dai nostri vicini europei (tanto per non parlare di Sud Corea e USA) non sarà un’impresa facile. La collaborazione tra tutte le parti in causa, i giusti investimenti e il duro lavoro, tuttavia, possono portare a dei risultati eccellenti nel lungo periodo, e il successo di questo evento ne è la prova materiale.

Al termine di questo weekend sono stati incoronati campioni quasi 60 giocatori in poco meno di 15 finali, tornei e invitational differenti. Alcuni di loro sono già a lavoro per i prossimi appuntamenti, altri ancora si godono il meritato riposo, senza però smettere di guardare avanti.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo tentato di raccontarvi a nostra maniera il loro cammino, così come quello di chi ha lavorato per mettere in piedi un così ricco spettacolo. Tutto in nome dell’esport italiano che, dopo Milano, non ha ancora smesso di sognare in grande.

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Altre info su Erica Mura

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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