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MGW17: l’esport italiano ha spiccato il volo? – Parte 1

Finita la carovana della MGW17, un po’ tutti noi siamo ancora alle prese con riunioni, video e articoli vari. La cosa non mi stupisce affatto. C’è tanto di quel materiale che probabilmente ne parleremo ancora per qualche giorno. Una domanda però circola ricorrente su tutte le pagine e le bocche dei fan dell’esport. Siamo davvero all’Anno 0? O all’Anno 1? La nave è salpata, il viaggio è iniziato, il volo è finalmente spiccato?

Siamo in tanti a chiedercelo, altrettanti provano a dare le proprie risposte. Non avendo, io, la verità in tasca, non pretendo di dare a voi LA visione definitiva dello stato di salute degli sport elettronici nel nostro Paese. Tuttavia, prima di regalarvi i miei due centesimi sull’argomento, vorrei condividere insieme a voi le opinioni di alcune delle persone con le quali io e i miei colleghi abbiamo avuto il piacere di parlare durante questo lungo fine settimana. Sono giocatori, lavoratori, sognatori, esattamente come noi. Ognuno di loro ha guardato la MGW17 sotto una luce particolare ed è grazie anche al loro contributo che proverò a scrivervi il mio personale resoconto di una delle fiere più famose d’Italia.

Una grossa scommessa

Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, era una grossa scommessa. Questa è stata la sintesi di Marco Soranno, League Operation Manager di PG Esports – ex Personal Gamer, oggi rinata con nuovo look e ambiziosi propositi per il futuro. Il suo collega e Content Manager Simone Milone ci snocciola un po’ di dati sulla diretta streaming di Twitch: più di 11mila spettatori unici venerdì, più di 13mila sabato e 21mila domenica, con un picco di 3mila contemporanei. Ma a stupire più di tutto è stata l’affluenza alla PG Arena della MGW17. In alcuni momenti, come le finali di Overwatch e LoL, i posti a sedere sono andati esauriti. Gli spettatori hanno occupato il pavimento nell’area circostante al palco pur di assistere allo spettacolo.

«Questo era il sogno» ci racconta il CEO Pier Luigi Parnofiello domenica sera, proprio a conclusione della fiera. «Quando abbiamo costruito l’Arena ci siamo chiesti: qual è la giusta capienza? Ci eravamo orientati intorno al 1000 posti e tutti i feedback sono stati “mah, non lo sappiamo… non si riempie…”. Venerdì mattina hanno aperto, siamo entrati e… pienone! Ragazzi, è stata una roba incredibile. Da una parte eravamo molto fiduciosi, dall’altra aver visto questo risultato ci fa ben sperare per il futuro. Questa Arena» continua Luigi, «deve diventare un po’ il marchio di fabbrica per l’esport in Italia. Vorrei che viaggiasse e vorrei anche trovare nuovi contenuti. Ci piacerebbe che questa realtà cominciasse a camminare da sola»

mgw17

Catalizzare le giuste attenzioni

Per farlo servirà uno sforzo comune e, soprattutto, l’attenzione degli sponsor non endemici. Ne è sicura PG Esports, ma anche Alberto ‘Herc’ Pahle, personalità di spicco nella community di Overwatch e CT della Nazionale 2017 alla World Cup (del quale pubblicheremo un’intervista approfondita nei prossimi giorni, nda). Secondo lui, per fare il salto di qualità e arrivare a traguardi importanti, è importante che le aziende di punta del nostro Paese (come Barilla, Ferrero, San Carlo o addirittura Ferrari) vengano coinvolte nei giusti progetti. L’obiettivo è mostrare ai grandi Publisher che l’Italia può e vuole investire nel settore.

I primi passi in questa direzione in verità sono già stati fatti, con un discreto successo. Lo dimostra la Intesa Sanpaolo e-Football Cup, conclusasi proprio durante la MGW17 con il super match tra Ettorito e Il Distruttore. Flavio Addolorato e Andrea Bartolini di Banca Intesa, ai microfoni dell’host Bryan Box, si sono dimostrati più che entusiasti e soddisfatti di come siano andate le cose in questi mesi:

«Intesa Sanpaolo sostiene le eccellenze italiane» hanno dichiarato durante la premiazione, «Siamo sponsor a Milano del Teatro alla Scala e qui siamo alla Scala del gaming. Quindi, dopo San Siro, abbiamo deciso di sostenere anche questa bella manifestazione. Vogliamo parlare ai ragazzi dei loro sogni e del fatto che una grande banca serva a realizzarli»

Come ti racconto l’esport

Anche i media strizzano l’occhio in questa direzione. A dimostrarlo, un’incredibile copertura dell’evento: dalla TV ai giornali, fino alla radio. Bryan Ronzani – spigliatissimo speaker di Radio 105 – ha fatto da perfetto padrone di casa durante i tornei della PG Arena. Da appassionato di videogiochi ed ex partecipante ai tornei di Counter-Strike: Source, ci racconta com’è stato per lui l’impatto con la realtà di oggi:

«Ho avuto un po’ di paura giusto un’ora prima dell’evento» spiega. «Mi dicevo “mah, anche se ci sono così tante persone, in quanti avranno davvero voglia di sedersi e guardare?”. Però poi ho visto che la gente rimaneva, si gasava… Le community sono molto legate al live e, secondo me, nel giro di 2 anni avremo anche una considerazione diversa da parte delle persone che non giocano l’esport»

A dimostrazione del sempre maggior interesse, tanti gli esponenti del mondo televisivo che si sono presentati alla fiera, da ospiti o da semplici curiosi. Venerdì è stato il turno di Guido Meda, il quale ha accompagnato Rampage In The Box nel commento della prima mappa nella finale CPC. Sabato, invece, a passeggiare per la PG Arena è stata la voce italiana del Wrestling, Michele Posa, in avanscoperta in previsione del suo prossimo progetto sugli esport insieme a Sky Sport.

«Non posso che darti un parere molto positivo» ci confessa. «Questo è un primo passo verso l’americanizzazione di un settore che nasce per essere un connubio perfetto tra spettacolo e intrattenimento. La partecipazione del pubblico è stata ottima e quello è un fatto importante. Io sono ancora abbastanza ignorante in materia ma stare lì seduto a guardare questo otto volante emozionale mi ha fatto sorridere internamente.»

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Dal canto suo DMAX, produttrice del reality “Senza esclusione di combo“, è stata sempre presente alla MGW17 con uno stand dedicato. Fabrizio ‘Bode’ Tavassi e i suoi “allievi” – PeterLaw, Valex, Klaww e Fungo – sono persino stati raggiunti dallo chef Rubio.

Tirando le somme dopo questo intenso weekend, pare proprio che la voglia di crescere e l’interesse stiano crescendo di pari passo, sempre di più. Quali sono dunque le mie personali considerazioni? L’esport italiano ha davvero spiccato il volo a Milano? Ne parlo nella Parte 2 dell’editoriale.

 

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Altre info su Erica Mura

Dopo aver terminato i suoi studi in giornalismo continua a stare ore a giocare al PC, ma con meno sensi di colpa. Adora i videogame perché ama immergersi nelle atmosfere magiche di qualsiasi mondo fantasy - da Lordran a Runeterra, da Atreia alla Sardegna. Dal cibo, sua altra grande passione, ha portato all'interno delle sue esperienze videoludiche la predilezione per il sale.

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