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L’involuzione di Fortnite: Da Re Mida a caso problematico

Estate 2019, il sedicenne Kyle “Bugha” Giersdorf vince la competizione in singolo della Fortnite World Cup.
La manifestazione organizzata all’interno dell’Arthur Ashe Stadium di New York ha permesso a tale titolo di diventare fenomeno cult mondiale.
Da allora, in molti hanno ipotizzato un lungo regno da parte della Epic Games nelle varie categorie che caratterizzano il mondo esportivo.
L’arrivo della Winter Royale e della stagione 2 erano elementi che facevano presagire tale avvenimento.
Confermato anche dagli eventi extra competitivi come, ad esempio, l’esibizione di Travis Scott vista da 12 milioni di giocatori.

Eppure, l’aspetto competitivo di Fortnite sta vivendo un periodo di stanca che lo hanno portato a diventare un caso problematico.

Lamentele e assenza di supporto

L’inizio del declino della creatura di Epic è iniziato con l’avvio del nuovo capitolo che ha generato molte problematiche.
Elementi quali l’approdo del Chaos Engine come nuovo motore grafico e l’inserimento dei personaggi non giocabili sono state novità che hanno destabilizzato la scena competitiva.
Problematiche hanno portato Epic a sospendere le competizioni fino all’arrivo delle Fortnite Champion Series.
Un torneo, terminato lo scorso weekend, che ha portato numerose lamentele da parte dei vari giocatori sul gameplay e sul bilanciamento delle armi presenti in gioco.

A queste si aggiungono le continue richieste degli stessi player riguardo maggiore presenza della casa produttrice
Epic, infatti, è proiettata in tante battaglie con vari protagonisti in molti palcoscenici videoludici.
Basti considerare, per fare un esempio, la sfida lanciata contro Steam nella distribuzione e vendita dei vari titoli sugli store.
Tanti elementi che hanno portato Epic ad allentare la spinta propositiva su Fortnite con risultati poco soddisfacenti.
Esempio è la discesa al quarto posto nella classifica mensile di Newzoo dei titoli più visti e/o trasmessi su Twitch.
Un segno che si può interpretare come di distacco da parte dei vari streamer e content creator verso tale titolo.

Concorrenza agguerrita

Altro e ultimo elemento di questa breve analisi è la forte concorrenza presente all’interno della categoria battle royale.
Fortnite è riuscito a sconfiggere coloro che hanno portato in auge tale modalità di gioco (es. PUBG) ma, in questo frangente, sembra faticare contro i nuovi arrivati.
Apex Legends prima e Call of Duty: Warzone ora, stanno minando le solite certezze che il colosso aveva creato in questi anni.

Un quadro, collegato anche al contesto d’emergenza sanitaria mondiale attuale, che ha bloccato qualsiasi possibilità di risposta da parte di Epic
Un silenzio il quale, potrebbe diventare un grido d’allarme, vista anche il prossimo arrivo sulla scena ossia Valorant.

Altre info su Giuseppe Bortone

Nato in terra di lavoro (fiero di essere terraiuolo! ) cresciuto a pane, arcade e i programmi della Gialappa's (e ancora oggi li seguo) Nel corso degli anni una nuova passione è entrata nel suo percorso , la musica russa ( e non chiedete il perchè)

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